Istituire un ufficio legale che, nel rispetto delle norme in vigore, decida caso per caso se autorizzare o negare l’uso degli scritti e delle immagini di Maria Valtorta e che possa opporsi a contraffazioni ed abusi. L’Opera di Maria Valtorta, dopo avere sperimentato il danno irreparabile di un’incuria “religiosa”, fu dirottata, per volere della stessa Valtorta (che faceva sempre la volontà del Signore), sulla via “laica”, che permise ad essa di incamminarsi verso la pubblicazione e diffusione. L’Opera seguì dunque le regole di chi deve viaggiare nel mondo pur non essendo del mondo. Il contratto d’edizione, sottoscritto il 6 ottobre 1952 da Maria Valtorta e da Michele Pisani, riconosceva la Valtorta come “autore” con i relativi diritti e obblighi. Gli obblighi, tuttavia, sarebbero diventati in special modo a carico della casa editrice, che a partire dalla seconda edizione dell’Opera si prese cura di lavori che in ogni caso spetterebbero all’autore, iniziando dai collazionamenti del testo stampato con gli originali autografi fino alla compilazione delle note. Cosicché ai diritti dell’autore si sono sommati i diritti dell’editore-autore, non solo sull’Opera principale, ma anche sulle altre opere di Maria Valtorta, pubblicate in fasi successive e in modo analogo. La strada laica, deviando da quella religiosa, ha imboccato la direzione giusta per andare incontro ad una revisione dell’iniziale provvedimento disciplinare ecclesiastico. La lettera della CEI all’Editore, del 6 maggio 1992, non evidenziando nulla che sia contrario alla fede e alla morale nell’Opera di Maria Valtorta, permette ai fedeli cattolici di leggerla così come è, purché si consideri che l’Opera ha un autore dichiarato (Maria Valtorta) e un titolo (L’Evangelo come mi è stato rivelato) che è dichiaratamente dell’autore nel suo pieno diritto di esprimere la propria convinzione, senza voler vincolare ad essa il pensiero del lettore. Lo Statuto della Fondazione prevede – nell’art. 3, lettera d, e nell’art. 4 – il legittimo esercizio dei diritti dell’autore per la difesa della persona e degli scritti di Maria Valtorta contro ogni forma di abuso, di contraffazione e di indebito sfruttamento del lavoro altrui. Il progetto della Fondazione, a tale riguardo, è di poter disporre di professionisti esperti di proprietà letteraria e di diritti d’autore. Si è certi che ne esistano già tra i lettori valtortiani: sono invitati a mettersi in contatto con la Fondazione.

CONTRIBUISCI