Finita quasi di scrivere l’opera maggiore – quella che è pubblicata in dieci volumi dal titolo L’Evangelo come mi è stato rivelatoMaria Valtorta fu presa dalla nostalgia del suo Signore, pensando di non doverlo più vedere. Ma Egli venne a consolarla con una promessa: “Io sempre verrò. E per te sola. E sarà ancora più dolce perché sarò tutto per te… ti porterò più su, nelle pure sfere della pura contemplazione… D’ora in poi contemplerai soltanto… ti smemorerò del mondo nel mio amore“. Era il 14 marzo 1947, giorno del suo 50° compleanno.
Appena un mese dopo, il 18 aprile, in una delle sue lettere alla mamma spirituale (la claustrata carmelitana Madre Teresa Maria) ella confidava di avere offerto a Dio perfino l’intelletto.
Sta di fatto che, a partire dal 1956, Maria iniziò a dare segni di un distacco psichico, che gradualmente diventava, negli anni successivi, incomunicabilità, dolce apatia, abbandono totale, ma che non fece mai smorzare sul suo viso la vivezza dello sguardo o alterare la serenità dell’espressione, senza peraltro far trapelare i dolori che ancora dovevano tormentarla.
Fin dal 12 settembre 1944 Gesù le aveva predetto una morte estatica: “Come sarai felice quando ti accorgerai di essere nel mio mondo per sempre e d’esservi venuta, dal povero mondo, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realtà, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Così Io farò con te“.
Si spense la mattina di giovedì 12 ottobre 1961, come ubbidendo alla parola del sacerdote che le recitava la preghiera per gli agonizzanti: “Parti, anima cristiana, da questo mondo“. Aveva 64 anni di età ed era in letto da 27 anni e mezzo.
Dodici anni dopo, il 2 luglio 1973, i resti mortali di Maria Valtorta, traslati dal Camposanto della Misericordia in Viareggio, furono tumulati a Firenze, nella cappella del Capitolo al Chiostro grande della Basilica della Ss. Annunziata.
La diffusione dell’Opera di Maria Valtorta, tradotta in molte lingue, non si è mai interrotta e produce, in ogni parte del mondo, incalcolabili frutti di bene spirituale.
La casa in cui ella visse, a Viareggio, e la sua tomba a Firenze sono visitate con discrezione dai lettori dei suoi scritti, che sul registro delle firme lasciano commoventi attestazioni di gratitudine e di devozione, spesso chiedendo anche grazie particolari.

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