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Lista

#Contenuto
1Solo Dio è. Solo Lui può dire: IO SONO per me stesso. Tutti gli altri sono perchè Egli li fa essere. (Libro di Azaria, 24 febbraio 1946)
2Nel Nome del santo di Dio che vuol dire Amore, Potenza e Salvezza, Dio ti sarà difesa, guida e conforto. Con tutte le tue azioni scrivi il suo SS. Nome su tutto il tuo io e non temere. La Luce di questo Nome ti guiderà. (Libro di Azaria, 3 marzo 1946)
3La parola di Dio è Assoluzione e comunione, è Crisma e viatico, è tutto per coloro che vivono nel Signore. (Libro di Azaria, 3 marzo 1946)
4Solo quelli che amano meditano e rigustano le parole di Colui che amano, e nel farlo eliminano le distanze e si fondono nell'amore e accolgono quello che l'Amato comanda. (Libro di Azaria, 17 marzo 1946)
5L'ubbidienza perfetta vale più di mille preghiere. (Libro di Azaria, 24 marzo 1946)
6Ciò che fa grandi gli angeli è la loro prontezza di ubbidienza al suono delle parole di Dio. (Libro di Azaria, 24 marzo 1946)
7I vani discorsi degli uomini, se superficiali, trascurateli per non avere a rispondere del tempo perduto in povere cose. (Libro di Azaria, 24 marzo 1946)
8Dio, pur bastando da Sé stesso a compiere qualunque prodigio, non spoglia i suoi figli del diritto di cooperare agli interessi del Padre, del diritto di contribuire alla prosperità della Casa del Padre. (Libro di Azaria, 31 marzo 1946)
9Satana lavora dove vi sono posti vuoti di Dio. (Libro di Azaria, 31 marzo 1946)
10Senza il suo Sangue, senza la sua Immolazione compiuta per lo Spirito Santo, ossia per l’Amore, né sulla Terra, né nel Cielo, tu avresti potuto servire il Dio vivo. (Libro di Azaria, 7 aprile 1946)
11Occorre praticare gli insegnamenti, non per calcolo di avere una lode in Terra e un buon posto in Cielo, ma per il superspirituale desiderio di onorare così il Signore. (Libro di Azaria, 28 aprile 1946)
12L'ubbidienza è vista e benedetta da Dio come la più grande delle opere meritorie dell’uomo. (Libro di Azaria, 12 maggio 1946)
13Alla generosità va risposto con generosità. (Libro di Azaria, 26 maggio 1946)
14Ascoltare e non praticare, credersi salvi per essere andati ad ascoltare, è un ingannare sé stessi. (Libro di Azaria, 26 maggio 1946)
15Quella che si muta in opere buone è la vera religione, la pratica della parola divenuta Dottrina. (Libro di Azaria, 26 maggio 1946)
16Beati quelli che sanno pregare per lo spirito e per le cose dello spirito. […] Beatissimi quelli che giungono a dimenticare sé stessi e di chiedere a Dio di fare per il meglio, ma chiedono soltanto: “Ti prego perché si compia ciò che è tua gloria e ciò che può essere santificazione dei fratelli”. […] Allora tu tocchi il perfetto pregare. Quello della creatura che aderisce talmente al suo Dio da fondersi in Esso e da avere i suoi stessi desideri: il bene, la santificazione, la gloria degli uomini per dare gloria al Signore. (Azaria, 2 giugno 1946)
17Nella necessità? Alzare lo sguardo spirituale a Dio. Nella soddisfazione della grazia ottenuta? Alzare lo sguardo spirituale a Dio. Nella gioia? Alzare lo sguardo spirituale a Dio. Nel dolore? Alzare lo sguardo spirituale a Dio. Nelle solitudini? Alzare lo sguardo spirituale a Dio. Per avere aiuto, per ringraziarlo, per renderlo partecipe della gioia vostra, per avere chi compassiona il vostro dolore, per non essere soli. (Libro di Azaria, 2 giugno 1946)
18Ogni peccato, ogni omissione, ogni imperfezione cosa è se non un momentaneo o un pertinace collasso dell’amore nell’uomo? Il peccato mortale, ostinato, impenitente, è il pertinace collasso dell’amore, il coma, l’agonia mortale che termina alla morte eterna. (Libro di Azaria, 2 giugno 1946)
19Colui che converte è l'amore. (Libro di Azaria, 2 giugno 146)
20Riparare con l’amore al più o meno grave collasso di amore avuto. (Libro di Azaria, 2 giugno 1946)
21Se l’uomo sapesse amare, l’uomo vedrebbe, rifletterebbe, comprenderebbe. La proporzione del vedere, comprendere, riflettere, è data dal grado di amore raggiunto dall’anima. […] L’amore è saggezza. La saggezza è fonte di virtù. Non è mai disgiunto l’amore, ossia la saggezza, dalla santità. (Azaria, 9 giugno 1946)
22Dio è ubbidienza nel Figlio, aderenza nello Spirito a splendere presso la potenza del Padre. (Libro di Azaria, 9 giugno 1946)
23Il Padre si manifesta la prima volta nella Creazione, immensa Epifania della Potenza che ha, dal nulla, fatto tutto… (Libro di Azaria, 9 giugno 1946)
24Ogni anima per meritare l'Amore deve per volontà propria volere l'Amore, e deve mantenersi degna dell'Amore con ubbidienza e orazione instancabile. (Libro di Azaria, 9 giugno 1946)
25Molti sono i sapienti ma pochi coloro che alla sapienza congiungono giustizia. E perché? Perché sanno ciò che è Dio, ma non vogliono far scendere questo sapere dal cervello al cuore, allo spirito, e dotti sono, ma non sono giusti, ma non si evolvono da creature umane a spirituali. (Libro di Azaria, 9 giugno 1946)
26La fede, per essere vera, deve essere coraggiosa. Eroicamente coraggiosa contro tutte le cose che sono create a deriderla, ad osteggiarla, ad abbatterla. Il mondo, la carne, oltre Satana, costituiscono i nemici della fede contro i quali occorre essere eroicamente coraggiosi. (Libro di Azaria, 16 giugno 1946)
27La Fede, sorretta dalla Speranza, e soprattutto dalla Carità, non crolla per nessuna ragione, e vince. La fede è conoscenza che viene dall’amore. Più forte è l’amore, più forte è la fede, perché l’amore fa conoscere Dio. (Libro di Azaria, 16 giuno 1946)
28… le imperscrutabili vie di Dio e i suoi giudizi, incomprensibili agli uomini, sono giusti e buoni, ricchi di sapienza e scienza Divine. Non Lui sbaglia, ma coloro che si pretendono da più di Dio e, con le opere, se non con le parole, mostrano di reputarsi degni di consigliare Iddio. (Libro di Azaria, 16 giugno 1946)
29Vincete la paura che paralizza l’amore, la confidenza e la preghiera. Vincete la paura che mostra ancora in voi ignoranza di Dio e della sua potenza, e che mostra anche una non buona fede in Dio. […] Tutto può Dio. Tutto dovete sperare che Dio possa. Tutto dovete credere che Dio possa. Non uccidete l’amore con il dubbio o la negazione. (Libro di Azaria, 23 giugno 1946)
30Il figlio che non rispetta i genitori e li opprime di pretese e di egoismo, colui che nuoce al suo prossimo con la violenza, il furto, la calunnia, l’adulterio, è omicida. (Libro di Azaria, 23 giugno 1946)
31La perfezione dell’amore è nel sacrificio […] L’esempio è la più santa e attiva delle lezioni e l’azione è l’unica cosa vera. (Libro di Azaria, 23 giugno 1946)
32La fiducia non deve annullare l’umiltà, né il riconoscimento delle vostre debolezze deve annullare la fiducia nella bontà del Signore. Un’anima che avesse una delle due cose, ma fosse dell’altra mancante, sarebbe imperfetta e procederebbe malamente sulle vie della perfezione. (Libro di Azaria, 30 giugno 1946)
33La contraddizione su un’opera buona, la persecuzione su un’anima innocente, è il segno probatorio più sicuro, mai mancato, che quell’opera è da Dio e che quell’anima è al servizio di Dio. […] quando uno è perseguitato senza aver meritato persecuzione, quando un’opera buona è osteggiata, è perché Satana li odia. E l’odio di Satana è sempre contro là dove è Dio.
Giubila dunque di essere perseguitata e contraddetta, perché questo è il segno che tu sei in Dio e la tua Opera è da Dio. […] Perché il mondo odia, perseguita e schernisce chi è da Dio. (Libro di Azaria, 7 luglio 1946)
34È l’amore, sempre, quello che salva e conserva. Non è l’esaltazione fanatica, né il rigore agghiacciante. È l’essere cristiani, così come Cristo ha voluto. (Libro di Azaria, 7 luglio 1946)
35Tutto è provvidenza che amorosamente segue un disegno di bene. (Libro di Azaria, 28 luglio 1946)
36Ricordati sempre che il tuo e mio Signore ti ha insegnato che la forza che ottiene il perdono di Dio a un peccatore è il perdono dell’offeso. (Libro di Azaria, 4 agosto 1946)
37La riconoscenza degli spiriti al Ss. Gesù, per il quale la Misericordia si effonde, dovrebbe essere proporzionata alla grandezza del dono e alla santità del Donatore, ossia dovrebbe essere perfetta e completa, perché perfetto e infinito fu il donarsi di Gesù Cristo, Dio e Uomo. (Libro di Azaria, 4 agosto 1946)
38Male insanabile non è essere nati fra le tenebre del Gentilesimo o di una idolatria, e neppure fra le nebbie di una fede eretica nella quale persiste un ricordo del Vero, delle parti della vera Religione, ma private di Vita perché separate dal Corpo mistico che è l’unico Corpo vivente; ma male è, essendo nati nella Chiesa, vivere da eretici, pagani, separati e morti per il peccato.
Non c’è Vita fuor della Chiesa Romana. Ma tutti possono entrare nella Vita, e la Chiesa Romana non ricusa di ricevere nel suo seno i “morti”, provenienti da altre religioni, rivelate o idolatre, e partorirli alla Vita […] (Libro di Azaria, 18 agosto 1946)
39Il denaro è uno dei tranelli che Satana ha creato per la rovina dell’uomo. Ma, come tutte le cose che il Male ha creato, può essere redenta. È redenta la gran Colpa per il sacrificio di Cristo. Può essere redenta anche la ricchezza se usata a fine santo. E, io te lo dico, non c’è fine più santo di usare la ricchezza per le opere di misericordia. (Libro di Azaria, 18 agosto 1946)
40Non è buon cattolico chi prega per sé solo. Non è buon figlio della Chiesa di Cristo chi pensa alla sua gloria futura, ai suoi bisogni presenti, alle sue lotte, alle sue fatiche, e non pensa alla gloria della Madre, ai suoi bisogni, alle sue lotte, alle sue fatiche, per raccogliere e generare alla Verità, Vita, Via e Luce, i poveri fratelli che sono come bastardi senza padre né madre né in Terra né in Cielo, perché fuori dalla Famiglia in cui il Padre è Dio, Madre la Chiesa, fratelli i santi e i cattolici. (Libro di Azaria, 18 agosto 1946)
41Se proprio Satana fosse stato uno non vincibile dagli uomini, Dio non avrebbe lasciato questa “cosa cattiva”. Ma nel suo perfetto male Satana serve alla glorificazione degli eroi dello spirito, ai veri fedeli al Signore. (Libro di Azaria, 15 settembre 1946)
42Questo vivere senza pace è conseguenza dell’aver fatto del materialismo la legge della vita. Se l’uomo fosse spirituale, nei suoi affetti e pensieri, non tremerebbe così. (Libro di Azaria, 20 ottobre 1946)
43La presenza dello Spirito di Dio divinizza l’uomo, la superbia lo priva di questo Spirito, e l’uomo discende. (Libro di Azaria, 27 ottobre 1946)
44Perciò l’uomo rinnovi il suo pensiero con una fedeltà eroica alla sincerità. Sincerità con tutti e in tutti i casi, senza riflettere a possibili utili venienti dal mentire e a possibili danni venienti dall’essere sinceri. (Libro di Azaria, 20 ottobre 1946)
45 Prudenza nelle parole. Quanto si pecca con le parole! Parole licenziose, parole di mormorazione, parole d’ira, parole vane. Sappiate vegliare sulla lingua, facendola organo di lode a Dio e di edificazione ai fratelli, e non strumento di ferita o di frastuono. (Libro di Azaria, 27 ottobre 1946)
46Nell’uomo è nascosto un dio e una belva. Al centro, a far da asse alla bilancia di queste due forze opposte, sta la volontà, la ragione dell’uomo, il suo “che” morale, e l’ago della bilancia è soggetto a continue scosse. (Libro di Azaria, 3 novembre 1946)
47La gloria di Dio viene dalla conoscenza di Dio. Dove è ignoranza di Dio non vi è neppure la sua gloria, perché l’ignoranza combatte il Signore perché non lo conosce. Non conoscendolo non lo ama e non ne ricerca le parole. Vive perciò nel peccato più per ignoranza che per volontà di peccare. (Libro di Azaria, 24 novembre 1946)
48… questa vita è lotta continua, sempre nuova, piena di incognite e di sorprese, lotta che stancherebbe anche un eroe, se questo non fosse sorretto da qualcosa più che terreno. Questo qualcosa è Dio e la sua Legge, e le sue promesse, è la certezza della vita futura… (Libro di Azaria, 8 dicembre 1946)
49Non vi affannate, ma in ogni cosa rivolgetevi a Dio con preghiere e suppliche unite a rendimento di grazie. E rimanete nella pace. La carità, la fede, la speranza, l’umiltà, la fiducia in Dio e a Dio, l’ubbidienza ai suoi voleri, danno questa pace che sorpassa ogni intelligenza. Sia essa in voi. (Libro di Azaria, 15 dicembre 1946)
50Dio benedice i generosi. Dare è meglio che ricevere, perché obbliga il giusto Dio a dare più abbondante mercede a colui che fu pietoso (Evangelo, 411.1)
51Beatissimi quelli che giungono a dimenticare sé stessi e di chiedere a Dio di fare per il meglio, ma chiedono soltanto: “Ti prego perché si compia ciò che è tua gloria e ciò che può essere santificazione dei fratelli”. (Libro di Azaria, 2 giugno 1946)
52[…] Allora tu tocchi il perfetto pregare. Quello della creatura che aderisce talmente al suo Dio da fondersi in Esso e da avere i suoi stessi desideri: il bene, la santificazione, la gloria degli uomini per dare gloria al Signore. (Libro di Azaria, 2 giugno 1946)
53Se l’uomo sapesse amare, l’uomo vedrebbe, rifletterebbe, comprenderebbe. La proporzione del vedere, comprendere, riflettere, è data dal grado di amore raggiunto dall’anima. (Libro di Azaria, 9 giugno 1946)
54La bontà di Dio è tale che concede la gloria del martirio non solo ai martiri veri e propri, periti nel loro sangue per la Fede, ma anche a quelli che, contro tutto e tutti, sanno rimanere fedeli, integralmente fedeli al Signore. (Libro di Azaria, 16 giugno 1946)
55Chi è il Cristo, il Cristo reale e mistico? È il Tempio vivente di Dio. In Lui riposa la Promessa e la Legge, ed è deposta la Manna, e splende la Divinità nella sua Trina Gloria. Questo è il Cristo reale. Il Cristo mistico è poi quel Corpo di cui Egli è il capo e i fedeli le membra, e che ha nome: Chiesa. (Libro di Azaria, 4 agosto 1946)










  



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